|
|
Traversata completa delle punte e delle creste
|
Lunga e splendida corsa sul marcatissimo filo delle creste
sommitali; si descrive un grande semicerchio (3,6 Km) che include le tre cime
principali: La Punta della Croce (2234 m), la Punta Imperatoria (2302 m) e la
Torretta del Prete (2264 m). Accesso: Sorpassato Viù si scende alla frazione Fucine; qui si abbandona la strada per Lemie, si varca la Stura imboccando la via per il Colle del Lys. Con salita tortuosa si oltrepassa la grossa frazione di Colle S. Giovanni, si lascia sulla sinistra Bertesseno e si giunge alla borgata di Niquidetto. |
|
|
Civrari - Vetta Punta della croce (2234 m) |
|
Salita:
Portarsi alla chiesetta di Niquidetto (fontana) e imboccare dal suo fianco
sinistro una mulattiera diretta a nord; fatti pochi passi la si abbandona per
seguire un sentiero (si tratta del segnavia EPT-104) che s'innalza verso
sinistra, supera una breve rampa erbosa e guadagna un ampio crestone prativo.
Seguendo questo dosso si oltrepassa un tozzo pilone e subito dopo, ad un bivio,
si prende la traccia bassa a sinistra. |
|
Il laghetto del Civrari ghiacciato |
Questo sentiero, con dolce mezzacosta verso sinistra, avanza verso la complessa mole del vicino Civrari; passa alla base dei primi dirupi e va ad attraversare lo sbocco di un severo canalone che s'innalza fiancheggiato da un'alta muraglia rocciosa. |
| Sempre di mezzacosta, fra pietraie e canali alternati a macchie erbose, si appoggia gradualmente a sinistra, verso il rio principale, fino a superare un tratto su roccia viva e piuttosto ripida (8 metri, alquanto esposto, facile ma da passare con cautela); si esce sulla sponda sinistra idrografica del Rio Civrari (1680 m). |
|
Seguendo da vicino il torrentello si penetra nel vero anfiteatro del Civrari;
dopo circa 15 minuti di facile salita si guada il rio (ultima acqua sicura) e si
bordeggia la destra idrografica avanzando fra banchi di roccia affiorante. Giunti ad un piano abbastanza ampio, si piega a sinistra; a 50 metri dal rio si incontra il Laghetto del Civrari (1956 m). Il minuscolo specchio d'acqua, pochissimo profondo, giace al piede di un'alta scarpata di ghiaioni e la neve lo ricopre fino all'inizio dell'estate. Volgendo a sinistra si taglia, con una mezzacosta in leggera salita, il pendio abbastanza ripido fino a guadagnare un vicino crinale semi erboso. Esso appartiene alla notevole cresta che scende, con direzione nord-est, dall'anticima (2221 m); in basso la cresta termina con la vistosa gobba (1763 m), assai dirupata. Risalire facilmente il filo di cresta, che diventa stretto ed erboso, fino alla base del tratto superiore decisamente ripido. Destreggiandosi fra le zolle erbose e roccette ben gradinate (qualcuna instabile) vincere questa impennata; l'uscita, facile e dolce, si congiunge alla cresta sommitale 20 metri a sinistra dell'anticima. Il tratto non facile del crinale può essere evitato sul suo fianco sinistro, meno impegnativo. |
|
| Dall'anticima, contraddistinta dai resti di un grosso ometto, si continua verso destra; si segue il sottile filo di cresta, quasi aereo ma facile, dominando l'alto pendio meridionale striato di caratteristici canali; si raggiunge così la Punta della Croce (2234 m). |
Salita al Civrari |
|
Questa cima molto panoramica rappresenta un nodo
di creste; la sua lunghissima cresta sud (5 Km) arriva fino alla Roccasella
(1508 m). Si scende verso ovest: il crinale è ripido ma il passaggio breve e facile. Conviene abbandonare la cresta, perché a saliscendi, preferendo il sentiero che taglia il fianco destro; raggiungere la netta depressione della Bocchetta (2170 m). Riprende la salita sul largo crestone di terriccio, pietrame e magre erbe; con semplice marcia si scavalca l'anticima (2290 m) poi, dalla depressione successiva, seguendo la stretta e facile cresta di roccette (oppure il sentierino a destra), si raggiunge il punto culminante della traversata: la Punta Imperatoria (2302 m), sormontata dal grosso pilone in pietre. Verso nord est, lontana e senza segnali, ma con spicco di vera cima, è visibile l'ultima vetta del Civrari; per raggiungerla si percorrerà fedelmente la sottile cresta rocciosa lunga 1 Km. Si progredisce, salvo rari e brevi tratti elementari, su roccette affilate e irte di spuntoncini; i fianchi della cresta, seppur di altezza modesta, sono ripidissimi e richiedono continua attenzione. Un passaggio, meno semplice degli altri, è la discesa del saltino che delimita l'ultima depressione a sud della Torretta; questa piccola difficoltà si può aggirare; 30 metri prima, scendendo sul fianco destro. Dall'ultima depressione (2220 m), per le facili rocce del crinale si raggiunge rapidamente la Torretta del Prete (2264 m). Discesa: Si prosegue verso est, sulla dolce cresta, scendendo agevolmente al vicino
cocuzzolo erboso (2230 m). Qui il crinale si sdoppia in modo poco chiaro:
seguire la crestina sulla destra, abbastanza marcata, raggiungendo una vicina
prominenza di roccette. Pure il nuovo crinale si allarga e diventa confuso: non
lasciarsi attirare a destra, seguire invece il lato sinistro dove s'incontrano
alcune pietraie. Con discesa non breve si incrocia il sentierino orizzontale,
poco marcato, a semicerchio delle creste del Civrari e inizia la discesa verso
le Muande Freste. |
Escursioni in Val di Viù
Inizio pagina