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Escursioni in Val d'Ala |
Delle tre Valli di Lanzo è quella centrale confinando, a sud, con la Valle
di Viù e a nord con la Val Grande. con
quest'ultima si congiunge poco a valle di Ceres per poi
proseguire, con un solco unico, fino a Rozello dove accoglie la Stura di Viù;
infine, come fiume principale, la Stura passa al Ponte
del Diavolo di Lanzo e termina alla periferia
nord-est di Torino dove si getta nel Po.
Per semplificare la ripartizione geografica si conviene che la Valle
d'Ala si estenda fino alla confluenza con la Stura di Viù, 5 Km a monte di
Lanzo. Da questo punto, ossia da Rozello, fino alla confluenza di Ceres
il solco vallivo è lungo 6 Km poi, fino al fondo del Pian
della Mussa, altri 22 Km.
Le cime principali si elevano sulla catena di confine con la Francia, o nelle
strette vicinanze: la Bessanese 3604 metri, l'Uja
di Ciamarella 3676 metri (la cima più alta delle Valli di Lanzo), l'Albaron
di Savoia 3637 metri, l'Albaron di Sea 3262 metri.
Sullo spartiacque meridionale spiccano montagne notevoli, quali: il Monte Servin
3108 metri, la Torre d'Ovarda 3075 metri, la
Ciorneva 2920 metri, il Monte Rosso d'Ala
2763 metri.Sullo spartiacque settentrionale si distinguono: l'emblematica Uja
di Mondrone 2964 metri, la Cima Leitosa 2870 metri, la Punta Crosèt 2465
metri, il Monte Doubìa 2463 metri e il Monte Plu 2201
metri.
La Valle d'Ala offre le più celebri ascensioni alpinistiche di tipo
"classico", basti ricordare: sulle Rocce Parèis la parete orientale;
sulla Bessanese lo sperone nord-est o spigolo Murari e la cresta nord o cresta
Rey; sulla Ciamarella la parete sud (delle "Lanze") e la cresta est;
sull'Uja di Mondrone la parete nord e la cresta dell'Ometto; sulla Torre d'Ovarda
la cresta est; sulle punte Barale e Servin la traversata per cresta. Non si
possono dimenticare, inoltre, le palestre di arrampicata delle Lunelle
di Traves 1494 metri (cresta nord); del Plu 2201 metri e delle Courbassere
di Ala 1531 metri.
Anche l'escursionista può contare su itinerari numerosi e di grande bellezza,
molti dei quali favoriti da una base di partenza alta qual è il Pian della
Mussa 1787 metri. Quest'ultimo è certamente la più famosa (ed affollata)
località delle Valli di Lanzo: si tratta di un vastissimo piano, lungo 2.5 Km,
allietato da conifere, pascoli ed acque calme in basso e precipiti dai fianchi;
il tutto circondato da pendii altissimi e da visioni di cime eccelse come la
Bessanese e la Ciamarella che si alza, con l'impennate delle "Lanze",
per 1800 metri di dislivello.
È una delle meraviglie alpestri dove si mescolano grandiosamente la dolcezza
del piano e la severità delle dirupate altezze. Non a caso, nel 1927,
l'eclettico alpinista Toni Ortelli ebbe qui l'ispirazione di comporre il
celeberrimo cantico de "La Montanara".
Si considera la Valle d'Ala delimitata come segue:
Passo Chalanson (3316 m)
Località di partenza: Pian della Mussa
(m 1845 - Balme)
Durata: 4 h .
Periodo consigliato: luglio-settembre.
Difficoltà : escursionismo difficile .
Segnavia: EPT 223.
Attrezzatura consigliata: picozza, ramponi .
Accesso
automobilistico: Lanzo - Germagnano - Ceres - Ala di Stura -
Balme. Raggiunto e superato il caratteristico paesino di Balme
continuare sulla carrozzabile che conduce al bellissimo Pian della
Mussa. Risalire completamente il piano fino all'ultima rampa che
precede il Rifugio Città di Ciriè (indicazioni in loco). Nel
piazzale vicino lasciare l'auto.
Salita: Lasciata
l'auto si attraversa la strada per imboccare un ampio sentiero che,
dirigendosi leggermente a sinistra (indicazione Rifugio Gastaldi),
porta ad attraversare il torrente passando su un ponte di legno. Poi
dirige verso l'antica Alpe Rocca Venoni (m 1845), protetta da un
caratteristico roccione e, superate le costruzioni ed un muro in
pietra, svoltare a sinistra per incominciare a risalire un ripido
sentiero. Dopo aver rapidamente superato un buon dislivello si
percorre un tratto pianeggiante e si aggirano a destra alcune placche
rocciose (attenzione se scivolose). Si arriva così al Pian dei Morti
ed al Gias della Nerassa dove si trova un bivio. Andare a destra
lasciando dietro a se alcune vecchie costruzioni; affrontato un tratto
di salita più ripida si raggiunge un altro bivio dove bisogna
proseguire diritto, mentre andando a sinistra si salirebbe al Gastaldi.
In breve si entra, con marcia relativamente pianeggiante, nell'ampia
conca ove si trova il Pian Gias (m 2600, 2 h circa) per mettere così
piede su ciò che rimane del piccolo e pianeggiante ghiacciaio che,
pur non avendo mai creato grossi problemi, richiede ovviamente una
certa attenzione. Risalendo il Pian Gias si passa sotto ad una parete
rocciosa (a sinistra) e superata la base della cresta S-S-O di Punta
Chalanson (a destra) si piega decisamente a destra. Superata una zona
detta ritica si piega ancora leggermente a destra lasciando a sinistra
il Ghiacciaio Collerin per risalire una serie di nevai alternati a
fasce detritiche. Giunti sotto alla parete S-O della Chalanson (un
alto scivolo ghiacciato) piegare leggermente verso sinistra per
arrivare in breve all'ampio pianoro detritico che caratterizza il
Colle Chalanson (m 3316, 4 h) da cui si può godere di un panorama
indimenticabile.
Discesa:Per la via di salita (3 h).
Alpe Ciamarella (2114 m) - Rocca Ciarva (2364 m)
Località di Partenza: Rifugio Ciriè al Pian della
Mussa.
Tempo salita: 1h 30 minuti.
Tempo discesa: 1h
Periodo consigliato:
Giugno - Novembre.
Difficoltà : E.
Segnavia: EPT 226.
Accesso
automobilistico:da Lanzo risalire verso Ceres per poi
proseguire alla volta di Balme. Superato quest'ultimo paese continuare
sulla carrozzabile fino al termine del Pian della Mussa.
Salita:Dall'auto
andare a destra per risalire la ripidissima stradina asfaltata che in
breve conduce al Rifugio Ciriè. Arrivati al piazzale imboccare il
sentiero di destra che procede per un breve tratto su unmuretto. Dopo
alcune centinaia di metri si compie una graduale curva verso destra
per inoltrarsi in un incassato valloncello e sbucare infine al Pian
Ciamarella, bellissimo circo glaciale dominato dalla parete est della
Ciamarella. Di fronte (nord) si può notare l'incisione del Ghicet di
Sea (m 2750). Mantenendosi sulla destra orografica del piano si
procede con marcia rettilinea e, dopo aver superato alcuni dossi
erbosi, si giunge all'Alpe Ciamarella (m 2114). Dalle costruzioni
piegare decisamente verso sinistra per risalire un sentierino che
conduce al Col Battaglia, graziosa insellatura erbosa posta proprio
sotto la Ciamarella; da li, andando a sinistra si raggiunge
agevolmente la cima della Rocca Ciarva (m 2368, 1 h 30 minuti circa)
dove si trova una statua della Madonna.
Discesa :
per la via di salita (1 h circa).
Colle Croset (2435 m) - Punta Croset (2465 m)
Località di partenza: Martassina (fraz. di Ala di
Stura, m 1202).
Tempo salita: 4 h.
Tempo discesa: 2 h 30 minuti
circa.
Difficoltà : E.
Periodo consigliato: Maggio - Novembre.
Segnavia: EPT 326 -bolli bianco - rossi.
Accesso
automobilistico: da Lanzo proseguire verso Germagnano e
Pessinetto per raggiungere successivamente Ceres da dove si entra in
Val d'Ala. Raggiunto e superato il paese di Ala di Strura si arriva a
Martassina e superato l'abitato si arriva al piazzale sottostante un
piccolo santuario dove può essere lasciata l'auto.
Salita:
ritornati indietro di alcune decine di metri e superata una casa si
trova sulla sinistra (sulla destra per chi risale la valle), poco
prima di un pilone votivo, una traccia con il numero di segnavia
indicato su una roccia. Si segue il sentierino per salire subito nel
bosco e superato un piccolo rio si entra nel vivo della faggeta. La
traccia risale inizialmente un costone e poi un ripido pendio boscoso
con molte risvolte; di tanto in tanto si incrociano altre traccie che
vanno ignorate seguendo il sentiero principale, sempre contrassegnato
da bolli rossi o bianco-rossi. Superata a sinistra una roccia con su
segnato il numero di segnavia si oltrepassa un pilone votivo datato
1800 e subito dopo si esce dalla zona boschiva. Superato un ripido
pendio pascolivo si entra in vista dei casolari di Vertea che
rapidamente si raggiungono (m 1520, 1 h circa). A monte delle case si
riprende a salire seguendo una mulattiera delimitata da un muretto a
secco che in breve porta a superare il ripido prato per affrontare un
successivo tratto pianeggiante al riparo di alcuni abeti. Una breve
salitella permette poi di sbucare nei pressi del primo alpeggio dei
Prati di Sopra (m 1661; 1 h 15 minuti). Mantenendosi sulla destra
dell'ampio prato disseminato di alpeggi si raggiunge una costruzione
più grande (su un muro laterale segnavia per il Col Croset) che si
supera per risalire ad un costone tra radi larici. La salita riprende
costante su terreno disseminato di massi di varie dimensioni e
superato un piccolo rio si sbuca ad un piccolo pianoro dove si trova
l'Alpe Ciavanis (m 1880, 1 h 45 minuti). Se si desidera avere un
panorama più completo dall'alpe si può piegare a destra per seguire
una traccia pianeggiante che rapidamente conduce ad un colletto posto
sulla cresta che divida il vallone di salita da quello precedente dove
si trova l'Alpe di Malatrait (visibile al centro del vallone, poco più
in basso). Da questo colletto, pochi metri sotto ad una roccia
affiorante dalle fattezze di un volto umano, si può godere di un
vasto panorama sull'alta e bassa Val d'Ala. Oltrepassato l'alpeggio si
riprende a salire per superare un "gradino" del vallone
raggiungendo così un nuovo al peggio. Proseguendo si raggiunge poi
l'Alpe del Pian Comune (m 2111) posta in splendida posizione. Andando
oltre il sentiero diventa meno evidente fino a giungere in una piccola
conca rocciosa dove si deve piegare leggermente a destra per
attraversarla e raggiungere un ripido pendio erboso che culmina con
l'evidente Colle Croset (m 2435, 3 h) da dove il panorama si apre
anche sulla Val Grande. Andando a destra e percorrendo la facile
cresta si arriva in pochi minuti in cima alla panoramica Punta Croset
(m 2465). Sempre da colle, andando invece a sinistra, si percorre
un'esile traccia che dopo una breve salita conduce ad un ampio pianoro
da dove si possono vedere i laghetti del Vallone Croset, posti sul
versante della Val Grande. Attraversato il piccolo ripiano si scende
di qualche metri sul versante della Val d'Ala per incrociare un
sentierino più evidente che percorre la cresta o ne rimane poco sotto
offrendo sempre panorami spettacolari. In questo tratto, nel 1944, si
abbattè un aereo alleato che doveva effettuare dei lanci per i
partigiani, non è raro incontrare tra l'erba vecchia parti metalliche
arruginite. Superato un torrioncino roccioso si inizia nuovamente a
salire e si raggiunge così la sommità della Punta del Rous (m 2535,
1 h circa dal Col Croset), la massima elevazione della cresta
spartiacque Val d'Ala - Val Grande prima della Cima Leitosa.
Bellissimo, inutile dirlo, il panorama con in evidenza i Laghi di
Trione.
Discesa:per la via di salita (2 h 30 minuti
se si compie il giro completo).
Alpe Malatret (1771 m)
Località di partenza: Ala di Stura (m 1075).
Durata complessiva: 4 h.
Segnavia: parzialmente EPT 238.
Difficoltà : E.
Periodo consigliato: vista l'esposizione a sud di tutto l'itinerario
in caso di inverni non particolarmente nevosi l' escursione è
effettuabile da inizio Aprile a fine Novembre. In caso di condizioni
meno favorevoli: Maggio - Ottobre.
Accesso
automobilistico: arrivati da Ceres sulla piazza di Ala di
Stura prendere a destra una stradina in salita (prima della chiesa)
che porta a superare una piazzetta ed un ponticello. Alla successiva
curva si individua, sulla sinistra, un altro piccolo ponte con affisso
un cartello di divieto. Dove è possibile lasciare l'auto.
Salita:
Va attraversato il ponte con il cartello di divieto per intercettare
una strada sterrata. Seguendola in salita, essa porta a superare
alcune costruzioni vincendo tornanti piuttosto ripidi. La stradina,
raggiunti alcuni casolari forma una piazzetta e da lì , piegando a
destra si intercetta un sentiero, sbiaditi bolli rossi sulle rocce,
che passa poco a monte delle case. Entrati nel bosco si arriva tosto a
Chiottero (m 1270; 40 minuti): si tratta di un antico borgo ora
abitato solo d'estate; fin qui si può arrivare seguendo integralmete
la sterrata abbandonata in precedenza allungando di alcuni minuti il
tempo di percorrenza. Superando un altro ripido tratto di sentiero,
molto evidente, si giunge ai casolari del bel Pian d'Attia (m 1382) .
Da qui, superate le case della borgata, si deve piegare a sinistra
mantenendosi sul margine sinistro di un piccolo pianoro molto grazioso
(da cui il nome di Pian d'Attia). La traccia supera una grossa betulla
ed entra in un suggestivo boschetto di pini frutto di un
rimboschimento. Dopo alcune decine di metri si piega a destra
dirigendo verso una bassa costruzione in cemento dell'acquedotto (bollo
rosso) da dove si allontana un'evidente traccia. Proseguire verso
sinistra con marcia quasi pianeggiante nel bellissimo bosco fino a
giungere ad un valloncello in cui scorre un rio, nei pressi del corso
d'acqua la vegetazione si fa più invadente e copre in parte il
sentiero. Superato il rio piegare, dopo alcuni metri, a destra per
affrontare una ripida salita che porta a risalire un costone; andare
ancora a destra in leggera salita (bolli rossi) fino a che, nei pressi
di alcuni massi, si scende a sinistra per alcuni metri seguendo un
sentierino che porta poi a sbucare in un prato inclinato. Risalendo
verso destra si raggiungono i casolari di Pianfè (m 1479, 35-40
minuti dal Pian d'Attia) posti in panoramicissima posizione. Pochi
metri a monte delle case si incrocia una sterrata e nei pressi si
trova un bivio (poco oltre uno dei due rami della strada termina);
dalla biforcazione seguire la traccia di sinistra in dolce salita
oppure un sentierino che, sempre in salita, si allontana dai pressi
del bivio. Seguendo la stradina in discesa in circa 30-40 minuti si può
raggiungere la provinciale nei pressi di Cesaletti, Pian della Pietra
e Cresto. In breve si arriva al margine inferiore di un ampio e dolce
pendio pascolivo (Pian Serpais) che va risalito mantenendosi sul
margine sinistro, nei pressi di un vecchio muretto a secco. Giunti nei
pressi di un grosso masso piatto, quando si è quasi al termine del
pendio quando, nei pressi dei casolari dell'Alpe Serpais (1 h, m
1569), si piega a sinistra superando il muretto (piccolo passaggio) ed
imboccando una traccia inizialmente poco evidente che passa tra bassi
cespugli. Si esce brevemente dalla zona boschiva attraversando un
canalino per affrontare poi, rientrati nel bosco, un tratto di salita
più impegnativa tra grossi faggi, fino a sbucare definitivamente sui
pascoli soprastanti il bosco. Un breve tratto pianeggiante precede
nuovamente una ripida salita che conduce ad un interessantissimo
alpeggio ricavato da una "balma", cioè da un grosso masso
sporgente dal terreno ed utilizzato come tetto per la stalla. Si
supera l'alpeggio dirigendo verso una crestina e raggiunto un colle
dominato da un grosso masso (ottimo punto panoramico) l a traccia
scende verso al grosso alpeggio di Malatrait posto al centro di un
valloncello che velocemente si raggiunge (m 1771; 1 h 45 minuti).
Superato un piccolo rio si risale ad una nuova cresta molto panoramica
sull'alta Val d'Ala.
Discesa: per la via di salita.
Bracchiello (834 m) - Pian del Tetto (1152 m)
Località di partenza: Bracchiello (m 834) .
Durata complessiva: 4 h circa.
Segnavia: bolli rossi lungo il percorso.
Difficoltà : E.
Periodo consigliato: Maggio - Novembre.
Salita:Dal
margine superiore della piazza di Bracchiello imboccare un piccolo
arco sotto ad una caratteristica abitazione per attraversare così
tutto l'abitato; passati davanti ad una casa dai caratteristici
manufatti in legno si esce dall'abitato e si imbocca un'evidente
traccia che, superata un'isolata costruzione, scende ad un rio che si
supera su di un piccolo ponte di legno. La successiva risalita porta
ad una mulattiera più ampia e poco dopo, ad un bivio, si prosegue
diritto (scendendo a sinistra si raggiungerebbe Chiampernotto in circa
15/20 minuti.Superata una pietraia alcune ripide risvolte conducono a
ridosso di una paretina rocciosa per proseguire poi sempre verso ovest.
Giunti ad un nuovo bivio si prende la traccia di destra e in breve
superate alcune curve procedendo tra bassi muretti si entra in vista
delle prime case di Monaviel; superata una piccola sorgente ed
attraversato un prato si raggiunge il paesino (m 1282, 1 h 15 minuti).
Interessantissima la visita alle vecchie case mentre si può godere di
un'interessante panorama sulle cime dell'opposto versante della valle
con in evidenza il piccolo comprensorio sciistico di Punta Karfen-Pian
Belfè.Sulla sinistra della piccola cappella (ovest) parte un
sentierino che passa a monte di una radura, dopo una poco accentuata
curva a destra la traccia corre alta sull'impervio vallone che scende
dal Monte Plù mentre sulla destra del sentiero si vede a tratti ciò
che resta di un piccolo canale che portava acqua a Monaviel. Si supera
un piccolo rio (ad inizio stagione resti di valanghe) per entrare poi
nel fitto della zona boschiva; il sinuoso sentiero supera con molte
risvolte una forte pendenza passando in una zona disseminata da rocce
di grosse dimensioni. Dopo che il sentiero ha costeggiato da vicino
una paretina rocciosa si passa in un vero "tunnel" vegetale
(unico tratto in cui la marcia in parte disturbata dalla vegetazione)
per poi riprendere a salire più decisamente in una bella faggeta.
Superata una piazzola un tempo utilizzata come carbonaia si piega a
destra e con marcia costante in breve si arriva ad un colletto ed
all'Alpe Turn (m 1658, 2 h 30 minuti circa da Bracchiello). Buon
panorama sulla cresta di confine con in evidenza la Croce Rossa. Si
scollina riprendendo il cammino tra i faggi.
Discesa: Dopo un tratto pianeggiante, porta a raggiungere e superare un rio nei
pressi del quale la traccia, in parte franata, particolarmente stretta.
Dopo una breve risalita si affronta un nuova tratto pianeggiante per
riprendere poi a scendere arrivando a superare una pietraia (in basso
a sinistra si scorgono i casolari di Pian Scuro mentre per tutta la
discesa si hanno ottimi scorci sulle Courbassere). Subito dopo si
piega a sinistra iniziando a scendere più decisamente affrontando
numerose risvolte del Sentiero. Superata una cisterna per l'acqua e
lasciato a sinistra un muretto di pietre si sbuca al margine superiore
dei prati del Pian Scuro dove si trovano delle vecchie costruzioni (m
1319, 1 h dall'Alpe Turn), ottimo e suggestivo panorama sulle
Courbassere. Scendendo lungo il prato sottostante le costruzioni si
imbocca sulla destra un'evidente traccia che porta poco dopo a
superare una minuscola cappelletta. Chi desidera scendere ad Ala di
Stura può subito dopo imboccare una traccia che scende a sinistra e
incrociata un'altra mulattiera seguirla in discesa, a sinistra, fino a
raggiungere Pian del Tetto (m 1150) e da lì scendere rapidamente ad
Ala (15/20 minuti circa).