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Escursioni in Val di Viù |
Delle tre Valli di Lanzo è la più meridionale, confina con la parte inferiore
della Val di Susa e con la Valle d'Ala. Il solco
della Stura di Viù scende per 25 Km, dalla frazione Crot di Usseglio
fino a Rozello; nella parte alta si divide nei due rami provenienti dai vasti
bacini di Malciaussia e Arnas.
Le cime principali sorgono sulla dorsale di confine con la Francia, o nei
pressi: Rocciamelone 3538 metri, Croce
Rossa 3566 metri, Punta d'Arnas 3560 metri, Monte
Lera 3355 metri e Monte Sulè 3384 metri. Anche sugli spartiacque interni si
notano cime importanti: Punta Lunella 2772 metri, Monte Servin 3108 metri, Torre
d'Ovarda 3075 metri.
Le caratteristiche delle montagne, nel complesso, più che l'alpinista
favoriscono l'escursionista che troverà ottimi itinerari, di qualsiasi
difficoltà.
Rispetto alle altre due Valli di Lanzo, nella Valle
di Viù abbondano gli impianti idroelettrici e le vecchie opere militari:
queste ultime, tuttavia, non sono imponenti.
Si considera la Valle di Viù delimitata come segue:
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Civrari (2302 m) |
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Rocca Moross (2135 m) |
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Giro dei Laghi di Viana |
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Cappella del Truc o Cappella della Consolata (941 m) |
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Rocciamelone (3538 m) |
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Monte Lera (3355 m) |
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Lago Dietro la Torre |
Ambrosinera (1300 m)
Località di partenza: Miciotera (m 1190).
Tempo salita: 20 minuti.
Tempo discesa: 15 minuti.
Difficoltà : T.Segnavia: nessuno.
Periodo consigliato: tutto l'anno.
Accesso automobilistico:
da Torino si raggiunge e supera Lanzo e Germagnano attraversare poi la
Stura ed iniziare a percorrere la carrozzabile che raggiunge Viu; qui
giunti si scende a Fucine dove, prendendo a sinistra, si attraversa un
ponticello per incominciare a risalire la strada che porta al Col del
Lis. Raggiunto e superato il vecchio borgo di Col S. Giovanni si
arriva ad un colletto e con una breve discesa si raggiunge il bivio
per Ambrosinera-Miciotera . Andare a destra seguendo la stradina in
salita ed arrivati ad un nuova bivio prendere a sinistra, superata una
curva la strada diviene sterrata e si può lasciare l'auto nei pressi
di una nuova curva, dove la strada si allarga. Accesso con mezzi
pubblici: nel periodo estivo un autobus parte da Torino e passando da
Almese ed il Col del Lys raggiunge i paesini di Niquidetto e Col San
Giovanni oppure Ferrovia Torino - Ceres fino a Lanzo e coincidenza con
la corriera per Viù (nel periodo estivo una corriera raggiunge il
Colle S. Giovanni).
Salita: rapidamente dall'auto su
raggiunge il piazzale antistante le prime case di Ambrosinera (m 1257;
5 minuti); sulla destra della piazzetta si stacca una stradina
sterrata che sale dolcemente per compiere poi una curva a sinistra e
raggiungere un erboso colletto dove si trova una piccola chiesetta (nei
pressi della curva c'è una traccia che consente di "tagliare"
un tornante). La strada piega ora a destra e con un altro tratto di
salita sale verso l'ormai evidente gruppo di case di Ambrosinera
superiore che si raggiunge quando, arrivati ad un nuovo bivio, si va a
sinistra (m 1300 circa, 20 minuti). Proseguendo lungo la stradina si
entra in una valletta dominata dalla Punta Sourela (m 1770) e dal
Monte Civrari (m 2302). Discesa: per la via di salita
(15 minuti) oppure dalle prime case di Ambrosinera superiore si
imbocca una traccia che scende nel prato sottostante e, lasciando a
sinistra la stradina, raggiunge direttamente la chiesetta posta nei
pressi del colletto erboso. Un ponticello consente di superare un
piccolo rio piegando subito dopo a sinistra per scendere rapidamente
alle prime case di Ambrosinera che si raggiungono andando a sinistra.
Ritornati al piazzale si scende poi all'auto (il tempo di percorrenza
resta invariato). Notizie utili: a Col S. Giovanni si trova un piccolo
negozio di alimentari ed in località Colletto un bar- ristorante.
Tutti i negozi a Viù.
Monte Bassa (1838 m)
Località di partenza: Margone (m 1410 - frazione di Usseglio).
Tempo salita: 1 h 15 minuti circa.
Tempo discesa: 40 minuti. Segnavia:
Tracciato SI-EPT 118.
Difficoltà : escursionismo medio.
Periodo consigliato: fine giugno-ottobre.
Accesso automobilistico:
Da Lanzo risalire la Val di Viu e giunti alla piana in cui si trova
Usseglio superare tutte le frazioni e continuare verso Margone che in
breve si raggiunge. L'auto va lasciata nella piazza del paese, di
fronte ad un bar-ristorante.
Salita : Si dirige verso
il piccolo bar per superarlo lasciandolo a sinistra. Ci si infila tra
le case oltrepassando l'abitato ed attraversando alcuni prati. Quando
si trova una strada sterrata, si va a destra, seguendo un evidente
cartello indicatore per il Rifugio Cibrario, se ne troveranno altri
che si devono seguire fino a che non si incontra la piccola ferrovia.
Con marcia piuttosto ripida si attraversa un rado boschetto e si
risale un pendio, si supera un pilone votivo e si giunge all'alpeggio
di Trapette che si lascia a sinistra (m 1695). Da li andare a destra
aggirando un piccolo rilievo roccioso e giunti ai margini di un ampio
e suggestivo piano pascolivo si nota, poche decine di metri più in
alto, la presenza della ferrovia che taglia pianeggiante il fianco
della montagna (1 h 5 minuti). In breve la si raggiunge e si va a
destra seguendo il tracciato pianeggiante. Arrivati a pochi passi
dalle costruzioni dove arriva la ferrovia andare a sinistra in salita
per seguire un evidente sentierino che lascia a sinistra i fabbricati
e superate alcune roccette si giunge in cima al Monte Bassa (m 1838 -
1 h 15 minuti) dove si trova un piccolo ometto di pietre.
Discesa
- Per la via di salita (40 minuti).
Monte Bellacomba (2000 m circa)
Località di partenza: Lago di Malciaussia (m 1805).
Tempo salita:
30 minuti.
Tempo discesa: 20 minuti. Difficoltà : T.
Segnavia:
nessuno.
Accesso automobilistico: da Lanzo o
Germagnano si prosegue per la Val di Viù superando gli abitati di Viù
, Lemie ed Usseglio. Si prosegue poi per Margone, l'ultimo borgo
abitato della valle, e superato il paesino si continua sulla tortuosa
strada che porta al lago. Raggiunta la diga una breve discesa porta al
rifugio-albergo Vulpot dove nei pressi si può lasciare l'auto.
Salita:
imboccare il sentierino che parte alle spalle del rifugio e che dirige,
superandole, alla volta delle ultime costruzioni di Malciaussia.
Questo gruppetto di case è ciò che resta dell'antico abitato di
Malciaussia che venne sommerso con la costruzione della diga, sul
finire degli anni '20. Prima delle ultime case salire a sinistra su
una crestina dove si trova subito la traccia di una vecchia mulattiera
(l'antica via romana che saliva al Colle dell'Autaret ?) che sale con
andamento regolare verso l'evidente insellatura. Si raggiunge poi, al
termine della crestina, una zona caratterizzata dalla presenza di
grossi massi (qui arriva anche un sentierino che risale il valloncello
che si forma alle spalle delle case di Malciaussia); ancora una breve
risalita e si arriva all'insellatura del Colle Bellacomba (m 2000
circa; 30 minuti) che e caratterizzato da un tratto pianeggianto prima
di affacciarsi sulla parte bassa della Val di Viù . Per avere una più
ampia visuale si può salire rapidamente alla piccola asperità
tondeggiante quotata m 2021 posta sulla destra del colle.
Dall'arrotondata cima panorama su tutta la conca di Malciaussia e su
buona parte della Valle di Viu con in evidenza l'inconfondibile sagoma
del Rocciamelone.
Discesa: per la via di salita (20
minuti).
Colle di Costafiorita (2465 m) - Truc d'Ovarda (2393 m)
Località di partenza: Inversigni (m 1203;frazione di
Lemie).
Tempo salita: 3 h
30 minuti.
Tempo discesa: 3 h . Segnavia: EPT 128.
Difficoltà : E .
Periodo consigliato: fine Maggio - Ottobre.
Accesso
automobilistico: Dopo l'abitato di Lemie si perviene a
Chiandusseglio da dove, poco dopo il cartello segnaletico della
frazione, si imbocca sulla destra una ripidissima stradina asfaltata
che conduce a Case Fontane e successivamente ad Inversigni. Qui
termina la strada asfaltata e si lascia l'auto dove inizia lo sterrato.
Salita: Si incomincia a risalire la stradina sterrata
che si deve seguire fino al suo termine evitando le deviazioni
laterali. Inizialmente si passa in un fresco e fitto bosco di faggi
che lascia intravedere sulla destra i ripidi contrafforti rocciosi del
Crest Montà (m 2248). Salendo poi si vedono molti resti di alpeggi e
casolari sparsi, ricordo di un non lontanissimo passato quando queste
montagne erano abitate da laboriosi montanari. Usciti dal bosco si
arriva, dopo un paio di curve, alla bella chiesetta di S. Bartolomeo
(m 1377). Si continua in dolce salita attraversando ampi pascoli; si
supera poi il Rio d'Ovarda e di seguito va ignorata una deviazione
sulla sinistra che conduce ad un grosso alpeggio. Successivamente si
costeggia il versante occidentale del Truc d'Ovarda (m 2393) ricoperto
di cespugli di vario genere. Dopo un altro paio di tornanti si arriva
in vista dell'Alpe d'Ovarda (m 1890; 2 h 15 minuti) dove lo sterrato
termina in un ampio piazzale. Affacciato sulla spianata vi è un
altare con una Madonnina incastrata tra le rocce: è la Madonna dei
Margari la cui festa si celebra nei primi giorni d'Agosto. Dietro alla
Madonnina si individua un pozzo e nei pressi la traccia di un sentiero:
è quello che si deve percorrere per giungere al passo. Incomincia ora
il tratto più impegnativo della salita. Si sale seguendo alcuni bolli
rossi che portano ad attraversare un tratto ricoperto di rododendri.
II Rio d'Ovarda va nuovamente attraversato e ci si riporta così sulla
sinistra idrografica del torrente. Ora si segue più facilmente il
sentiero che porta ad attraversare un altro rio che si congiunge più
a valle con il Rio d'Ovarda; dopo di che si prende a destra per
risalire ad un evidente costone roccioso. Giuntivi il sentiero volge
repentinamente a sinistra; prima si affronta un tratto in salita e poi
un tratto pianeggiante. Nuovamente la traccia riprende a salire e
porta ad attraversare un altro corso d'acqua sino a giungere in una
radura dove e frequente trovare bovini al pascolo. Si nota anche un
vecchio alpeggio ormai crollato e sul margine destro del pianoro (nord)
è evidente un grosso masso sul quale si individuano i bolli del GTA -
S.I. Andare verso sinistra seguendo l'evidente traccia che sale tra
bassi cespugli, in breve si arriva all'amoia insellatura erbosa di
Costafiorita (m 2465, 3 h 30 minuti).
Discesa:
percorrere il sentiero che si allontana verso sinistra con andamento
pianegginte. Scendere poi verso un grosso e panoramico pianoro che va
attraversato riprendendo poi a risalire la cresta, aggirando i punti
più impegnativi sul versante destro o sinistro fino a raggiungere il
punto culminante della cresta che forma il Truc d'Ovarda (m 2393, 30
minuti da Costafiorita). Proseguendo nella stessa direzione un
sentierino che passa poco sotto la cima permette di superare
rapidamente la cresta ed affacciarsi nuovamente sul Vallone d'Ovarda.
Si inizia a scendere il ripido pendio scegliendo la via migliore tra
cespugli di ontani e piccole pietraie fino ad incrociare alcune
piccole tracce di sentiero che consentono discendere più rapidamente
all'alpe d'Ovarda. Da lì all'auto seguire la via di salita (complessivamente
circa 2 h 30 minuti da Costafiorita). N.B. La strada sterrata e
percorribile fino all'alpe d'Ovarda quindi chi desidera accorciare
l'escursione può risalire la strada a piacimento.
Colle della Croce di Ferro (2588 m) - Monte Palon (2965 m)
Località di partenza: Lago di Malciussia (m 1805; comune di
Usseglio).
Tempo salita: 3 h.
Tempo discesa: 2 h .
Segnavia: tracciato
GTA - EPT 118.
Difficoltà : E.
Periodo consigliato: Giugno - Ottobre.
Accesso
automobilistico: Giunti a Margone si prosegue lungo la
carrozzabile fino al suo termine, nei pressi della diga del Lago di
Malciussia.
Salita: Dal Rifugio Albergo Vulpot di
Malciussia ci si incammina lungo lo sterrato che costeggia la riva
settentrionale del lago per passare vicino alle case di Pietramorta.
Va poi superato l'immissario del lago passando su un malandato
ponticello, parzialmente danneggiato dalla piena della Stura del
Settembre '93. Subito dopo, sulla sinistra, si trova la ripida
mulattiera segnata con bolli bianco-rossi del GTA e del Sentiero
Italia. La si imbocca per raggiungere un colletto dal quale si ha un
bel colpo d'occhio sul sottostante lago e su una casermetta della
Guardia di Finanza; poi, piegando leggermente sulla destra, si segue
il sentiero fino a quando non viene raggiunto un bivio. Andare a
destra per seguire il sentiero segnato di bianco - rosso ed
ottimamente lastricato. Dopo aver compiuto un'ampia curva a sinistra
si entra in un vallone chiuso a sinistra (est) dal Monte Turlo (m
2590) e a destra dal Monte Palon (m 2965). La salita avviene tra
pendii coperti di rododendri ed i fischi acuti delle marmotte, molto
numerose. Ad un tratto iniziale piuttosto ripido fa seguito una zona
intermedia con pendenza più moderata; successivamente, dopo essere
passati tra alcune rocce, si prende nuovamente a salire piùdecisamente
e si percorre una stretta incisione. Superati alcuni tornanti si
giunge finalmente al Colle della Croce di Ferro (m 2558; 2 h)
costituito da una vasta ed erbosa insellatura molto panoramica. Si
trova anche una croce metallica, ma non è quella che ha dato nome al
colle. Proprio dalla croce parte un sentierino che dirige a sinistra
verso un piccolo rilievo senza nome quotato metri 2618 (10 minuti dal
colle; panoramicissimo sull'alta Val di Viù , sulla Val Susa e sulle
lontane montagne francesi). Per raggiungere il Palon dal colle si
prende a destra e, superata una breve fascia di roccette si segue
quasi integralmente la panoramica cresta che culmina con l'arrotondata
sommita del Palon (m 2965, 3 h), bellissimo il panorama.
Discesa:
Per la via di salita (2 h).
Alpe Traverset (1549 m)
Località di partenza: carrozzabile per Pian Benot (m 1530 circa).
Durata: 20 minuti.
Segnavia: nessuno.
Difficoltà : T.
Periodo consigliato: tutto l'anno.
Accesso automobilistico:
da Lanzo si raggiunge e supera Germagnano per attraversare poi la
Stura ed imboccare la strada che risale la Val di Viù . Superati i
paesi di Viù, Lemie ed Usseglio si trova la deviazione, sulla
sinistra, per Pian Benot che va imboccata. Superata la frazione di
Perinera si affrontano numerosi tornanti ed usciti da un boschetto di
larici, in un tornante, si nota una stradina che si allontana verso
destra. Dove è possibile si lascia l'auto. Salita:
seguire la stradina che si allontana pianeggiante ed aggira un piccolo
costone erboso. Si passa poi tra radi larici per affacciarsi al pendio,
racchiuso in un boschetto di larici, che ospita le costruzioni
dell'Alpe Traverset (m 1549, 10 minut i circa). Come detto
nell'introduzione il sito è molto bello (soltanto un palo della luce
rovina parzialmente l'ambiente) ed ottimo è il panorama.
Discesa:
avviene rapidamente per la via dell'andata.
Colle Veilet (2113 m)
Località di partenza: Alpe Bianca ai Tornetti di Viù (m1450
circa; frazione di Viù ).
Tempo salita: 1 h 45 minuti.
Tempo discesa:
1 h .
Segnavia: nella seconda parte dell'itinerario EPT 129.
Periodo consigliato: fine Maggio - Novembre.Difficoltà : E .
Accesso
automobilistico: A Viù , giunti ad un bivio che si trova nel
cuore del paese, si va a destra seguendo le indicazioni per i Tornetti.
La ripida carrozzabile porta a Polpresa prima ed ai Tornetti poi.
Appena prima delle case dei Tornetti, ad un bivio, andare a destra, in
salita, per aggirare l'abitato sulla destra. Seguendo la ripida
stradina, con il fondo stradale alquanto sconnesso, si perviene in
breve alla località Alpe Bianca dove si lascia l'auto sul piazzale in
terra battuta vicino ad un brutto palazzo in via di costruzione.
Salita:
Dall'auto si segue la strada fino dove vi sono gli impianti sciistici;
nei pressi di un piccolo bar inizia la carrareccia che sale fino al
Colle Pian Fum. La stradina venne costruita alcuni anni fa, purtroppo
sulla traccia di un vecchio sentiero, per collegare i numerosi alpeggi
della zona.Superato un roccione sormontato da un pilone votivo si
affrontano alcuni tornanti per prosegiure poi verso destra (nord) con
un tratto rettilineo che taglia a mezza costa le pendici del Crest
Mont (m 2248) che torreggia sulla sinistra. In quel tratto, prima
dell'evidente Rocca dell'Alpe (m 1787), un notevole sperone roccioso
posto a monte della stradina, si notano sulla sinistra i bolli rossi,
dipinti su alcune pietre, che indicano l'attacco del sentiero che
porta al Laghetto Veilet ed al Lago di Viana. Ovviamente si va a
sinistra per imboccare il sentiero. Nel tratto iniziale la traccia
sale ripida, poi la pendenza si attenua quando si volge a destra per
dirigere verso la Rocca dell'Alpe. Si tratta di uno strano ed evidente
rilievo con una scoscesa parete verticale e la sommità piatta ed
erbosa dove è frequente vedere mandrie di bovini al pascolo. Superato,
lasciandolo a destra, il pianoro che adduce alla Rocca, si prosegue
seguendo i bolli rossi riprendendo a salire dolcemente. Il senso di
marcia continua ad essere orientato verso sinistra (sud - ovest) ed a
meridione è evidente la scoscesa parete settentrionale del Mont (m
2248) ed una serie di "falsi" colletti. Il vero Passo Veilet
(m 2113), pur trovandosi in quella direzione, non èin vista. Arrivati
ad un ripiano erboso si va a destra raggiungendo così in breve una
piccola conca, dove si trova il piccolissimo Lago Vailet (m 2070 1 h
30 minuti; in patois "veilet" significa vitellino). Andando
a sinistra, in leggera salita si arriva rapidamente al Colle Vailet (m
2113 ) da cui si ha un buon colpo d'occhio sulla val di Viu ed in
particolare sul Vallone d'Ovarda.
Discesa: Per la via
di salita (1 h).