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GTA nelle Valli di Lanzo

Nelle Valli di Lanzo il Sentiero Italia segue quasi fedelmente il tracciato GTA (Grande Traversata delle Alpi) per cui non si è reso necessario ideare nuovi sentieri ed itinerari ...

per saperne di più

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Grotte di Pugnetto

Grotte di Pugnetto (837 m)

La storia

Ingresso della grotta principale

Una delle curiosità più singolari e caratteristiche delle Valli di Lanzo è senz’altro rappresentata dalle grotte di Pugnetto. Fin dal lontano 1700 quando i primi visitatori forestieri penetravano nelle Valli non più per prelevare soldati o riscuotere tributi ma per studiare e osservare gli aspetti più interessanti di queste zone, ebbene fin d’allora (quando le oggi giustamente celeberrime grotte di Bossea, di Castellana o di Postumia non erano ancora state scoperte) le grotte di Pugnetto godevano di buona rinomanza e non si poteva lasciare le valli senza averle visitate almeno una volta. La prima descrizione della grotta si deve al Conte Amedeè Ponsillon, che la visitò nel 1789 accompagnato da due abitanti di Pugnetto, e ne fornì precise notizie nel suo “Voyage aux Valles de Lanzo”, il Conte Francesetti ci conferma che già nel 1820 numerosi visitatori di rango anche stranieri (scienziati probabilmente in maggioranza), si recavano ad esplorare la grotta prendendo per guide montanari di Pugnetto, i quali possono quindi vantare in questa attività una antica tradizione più che notevole.
In seguito tutti gli autori che trattarono delle valli di Lanzo diedero notizie sulla grotta: il Clavarino precisa che intorno al 1867 i turisti più numerosi erano inglesi. Si accese un dibattito sulle origini della grotta: la maggioranza la riteneva naturale, anche se sicuramente l’uomo era intervenuto per ampliarvi dei passaggi e per scavare cunicoli laterali, ma alcuni ritenevano dovesse trattarsi sicuramente di una vecchia miniera abbandonata. Ancora oggi non è stata detta l’ultima parola e c’è chi sostiene l’una o l’altra tesi. Il Francesetti afferma che una guida di Pugnetto trovò, mentre accompagnava uno straniero a visitare le grotte una grossa lapide recante una iscrizione e, non volendo che venisse portata via, la nascose pensando di tornare a prenderla più tardi, ma non la rinvenne più nel posto dove l’aveva celata. E’ un vero peccato perché quel ritrovamento avrebbe potuto dare interessanti notizie sulle origini della caverna. Una tradizione che trova molto credito afferma che un tempo la grotta attraversasse tutta la montagna sbucando sul versante di Viù in una località chiamata Creux de l’Arborai, ma questa apertura venne ostruita da un masso caduto dalla montagna soprastante.
La grotta fu oggetto poi di interessanti lavori scientifici (ricordiamo i lavori di Capra e Muratore) e vi si scoprì anche un originale endemismo, la “Royerella Roccai”, un insetto cieco che vive solo qui.

Come raggiungerle

Per raggiungere l’imbocco della grotta si percorre la mulattiera che si stacca dalla strada Traves-Pugnetto all’altezza del cartello indicatore per le grotte. Con poche svolte si giunge sul piazzale della Madonnina delle grotte e sulla destra si nota l’imbocco della caverna. Chi volesse giungere direttamente da Mezzenile dovrebbe scendere per la mulattiera della Cappella di S. Giuseppe fino alla Lasetta, dove si imbocca il sentiero 203 che attraversa le borgate Truch e Ru e porta a Pugnetto; da qui un sentiero in leggera discesa conduce sino alle grotte. Diamo qualche consiglio sull’attrezzatura: stivali o comunque scarponcini (che non si abbia paura di rovinare), giacca a vento con cappuccio per ripararsi dalle gocce d’acqua che cadono dall’alto, caschetto può essere utile per proteggere da eventuali urti contro la volta che spesso si presenta assai bassa. Conviene in ogni caso vestirsi con abiti che non si teme di sporcare perché all’interno ci si infanga parecchio. Evidentemente portarsi scarpe ed abiti di ricambio. A titolo indicativo si precisa che all’interno la temperatura oscilla attorno a 10° sopra lo zero. Ovviamente indispensabili delle pile con batterie di riserva.
Possibilità di usare attrezzatura messa a disposizione dal CAI Lanzo in occasioni di visite guidate su prenotazione.

Il percorso

Planimetria delle grotte

Superato il cancello d’ingresso occorre subito fare attenzione ad un grosso masso che sporge dalla volta e che costringe ad abbassarsi parecchio. Si scende per una breve e comoda scalinata e percorrendo alcune piccole sale si giunge ad una seconda scalinata molto ripida ed in salita. Sempre facendo attenzione a non scivolare e non urtare la testa contro la volta, si percorre poi uno stretto corridoio che dopo una breve discesa conduce ad una sala abbastanza vasta e con il fondo pianeggiante. Segue una successione di cunicoli che permettono di raggiungere il punto dove il sentiero si divide in tre diramazioni e dove occorre fare attenzione a non confondersi specie nel ritorno: il cunicolo di sinistra prosegue brevemente molto basso e termina in una vasta sala dove sono stati eretti un altarino e una croce. Il cunicolo di centro segnato in blu, è anch’esso breve e dopo un tratto in ripida salita finisce in una piccola sala. Infine la diramazione di destra porta con percorso più lungo e accidentato fino ad una piccola fontana. Il tempo richiesto per la visita completa (tre cunicoli e ritorno) è di circa due ore. Numerosi sono poi i cunicoli laterali, per lo più brevi e di difficile percorso. Interessante osservare lungo la grotta le concrezioni calcaree e le stalattiti, molto piccole perché le più grandi furono stupidamente asportate, ma ugualmente degne di nota.
Altre piccole cavità della lunghezza di pochi metri (tana del lupo, Creusa d’le Tampe, ecc.) si trovano all’esterno nelle vicinanze della grotta principale, e sono visitabili in pochi minuti.

Testo tratto da “i nostri sentieri” Mezzenile di Ezio Sesia.

Le Grotte di Pugnetto, per la loro importante rilevanza scientifica come habitat di specie animali endemiche o a rischio estinzione, sono state inserite nell’elenco dei Siti di Interesse Comunitario ( S.I.C. ), per un progetto di tutela ambientale della Comunità Europea.
L'ingresso alle grotte è chiuso da un cancello. Per visitarle contattare il CAI Lanzo al giovedì sera (21-23) telefonicamente al numero 360444949 o mediante mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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