Salita:
- Località di partenza: Forno Alpi Graie (1219 metri)
- Tempo di salita: 3 h. 45 m.
- Difficoltà: E (Escursionismo medio)
Dalla piazza si segue la strada che diviene sterrata ed attraversa su di un
ponte il torrente Gura. Dopo l'attraversamento si va a destra imboccando
un'ampia mulattiera che segue la destra orografica del fiume. Gli enormi macigni
che si incontrano rendono bene l'idea dell'immane devastazione accaduta in quel
Settembre '93. Il percorso inizialmente è quasi pianeggiante ma, in breve, si
raggiunge e si deve seguire la deviazione a sinistra per il Rifugio Daviso ed il sentiero
incomincia a salire zigzagando il pendio ricoperto di bassa vegetazione; dopo
aver preso quota si affronta un breve tratto pianeggiante a mezzacosta fino ad
un masso di notevoli proporzioni sul quale è posta un'indicazione in legno per
il Daviso (seguirla). Da qui svoltando a sinistra si giunge in breve ad un gruppo di vecchi
alpeggi posti a quota 1670, il sentiero prosegue aggirando il gruppo di case. Si
effettua poi una curva a sinistra per arrivare ad una isolata costruzione (con
indicazione per il Daviso). Ancora poche centinaia di metri in salita consentono
di raggiungere il pianoro della Gura in cui confluiscono diversi rii e
torrentelli. Superato un primo minuscolo corso d'acqua si prosegue verso il
fondo del piano fino ad affacciarsi sull'enorme cratere provocato dalla caduta
della frana. In questo tratto, sulla sinistra del sentiero, si stacca un'esile
traccia che in circa dieci minuti conduce ad un alpeggio e al piccolo lago della
Gura (1827 m). Scendere nell'avvallamento ma non attraversare il fiume
(attraversandolo si giunge al rifugio Daviso), procedere invece sulla sua sponda
destra orografica e portarsi alla base di una bassa scarpata rocciosa che si
supera senza difficoltà. Al di sopra, la traccia si snoda molto ripida fra alte
erbe e fitti cespugli, con marcia malagevole si riesce a sinistra su pendii
sempre molto inclinati ma dove il sentierino sale con più regolarità al
Rifugio Ferreri (2207 m), individuabile da una certa distanza per un grosso
pilastro di pietre eretto davanti alla costruzione.
Il sentiero si sposta a sinistra diventando poco visibile nel tratto erboso che
segue; raggiunto il ripido costone erboso-detritico che forma la sponda sinistra
orografica del Rio Bramafam, lo risale a serpentine fino al suo termine dove è
posto il Bivacco Rivero.
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