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GTA nelle Valli di Lanzo

Nelle Valli di Lanzo il Sentiero Italia segue quasi fedelmente il tracciato GTA (Grande Traversata delle Alpi) per cui non si è reso necessario ideare nuovi sentieri ed itinerari ...

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Anello Ponte Picca-San Bernardo-Trinità

Anello Ponte Picca-San Bernardo-Trinità

 

Mappa del percorso

Profilo altimetrico

Luogo di partenza: Corio località Ponte Picca
Lunghezza sentiero: 8600 metri
Dislivello in salita/discesa: 550 m circa
Difficoltà: E (escursionismo medio)
Tempo di percorrenza: 3 h

Chiesetta di Case Mestrin

Descrizione itinerario

Percorso ad anello che ci porta a visitare diverse borgate di Corio e due bellissimi ponti in pietra a schiena d'asino. Parcheggiata l'auto nello spiazzo nei pressi del Ponte Picca traversare il torrente Malone percorrendo l'antico ponte del XIV secolo e risalire sino alla strada asfaltata. Percorrerla verso destra per circa 100 metri, quindi imboccare, a sinistra, il sentiero in salita, segnalato da frecce, che conduce a borgata Calma e San Bernardo. Il sentiero, sempre in salita, attraversa tre volte la strada asfaltata e le borgate di Case Basili, Case Mestrin e Case Piani. In circa 1 ora di cammino si arriva al bivio per la borgata Calma e con altri 10 minuti, questa volta su asfalto, a San Bernardo. Qui, nei pressi della chiesetta della borgata prendere, a sinistra, in direzione Case Aggiorgio che si raggiungono in circa 15 minuti, prima su asfalto e poi su strada sterrata. Al termine della sterrata, a sinistra, parte un sentiero che porta alla borgata Sanità. Seguendolo, in ulteriori 15 minuti, si raggiunge la bella borgata con una antica chiesetta. Sulla sinistra della chiesetta, indicato da segni bianco/rossi, troviamo l'inizio del sentiero in discesa che porta al Molino dell'Avvocato dove si trova il secondo ponte, anche lui del XIV secolo. Traversato il ponte si segue, per un centinaio di metri, la strada asfaltata che conduce a Corio; svoltare a destra, in salita e sempre su asfalto, sulla strada per Case Rastler, al primo tornante si trova, sulla sinistra, il sentiero per Corio. In circa 20 minuti si arriva sulla piazza di Corio; traversare la cittadina in direzione del cimitero sul retro del quale si trova il sentiero che, in 15 minuti, ci riporta a Ponte Picca dove si chiude l'anello.

Corio

Chiesa di Corio

Il comune di Corio conta più o meno 3200 abitanti ed il capoluogo è situato a circa 625 metri di quota. Il territorio di Corio si presenta come un vasto rettangolo che si sviluppa nella Valle del Malone la cui testata coincide con la cima dell'Angiolino, la Cima dell'Uja ed il Monte Soglio. Qui, il piano e la montagna si incontrano. I nuclei abitati sono quasi un centinaio e sono disseminati un po' ovunque, in particolare nelle zone terrazzate che fruiscono di un'ottima esposizione al sole. A fianco si trovano ruscelli, mulattiere incassate tra vecchi muretti di pietra, cappellette, ponticelli, sentieri che attraversano boschi e risalgono pascoli fioriti.

Origine del nome:

Attualmente, la tesi più accreditata per spiegare l'origine del toponimo Corio è quella che lo fa risalire a "Curia", termine dato come primo nucleo della futura Curia dei signori locali. Altri sostengono che derivi da "Corigo", a sua volta derivato dal gentilizio romano "Corius". Altri ancora, per l'abbondanza della canapa coltivata sul territorio e che darà il nome al Canavese, la diranno "Villa Curiae de Canapasio".

I Coriesi sono detti...:

Corio è l'ultimo paese della Valle del Malone ed è caratterizzato dai cosiddetti tartifolé o trifolè o moleta. I primi due nomignoli si riferiscono alla coltivazione delle patate, tipica di molti paesini di montagna. Infatti, in quell'ambiente, la patata è una delle colture più diffuse. L'ultimo soprannome, moleta, si riferisce al lavoro degli arrotini che, specialmente in inverno, si recavano in pianura per trovare lavoro.

Cenni storici:

Panorama dalle vicinanze di
borgata Trinità

Le più antiche testimonianze di civiltà appartengono ai tempi dell'impero di Roma e numerosi sono i reperti. Importante nella storia di Corio è stato il Malone (Amalaones), che da tempi remoti fu confine tra Salassi e Tauri, poi, sotto l'Impero di Carlo Magno, tra la Marca Segusina e quella Eporediese. Il primo documento esistente in cui viene menzionato Corio risale al 1019, quando il conte Emerico fonda il convento di Busano. Naturalmente, l'insediamento umano che diede origine a Corio esisteva già da tempo e vide passare tutti coloro che frequentarono queste contrade: Liguri, Celti, Romani, Goti, Longobardi, i Franchi di Carlo Magno, fino all'epoca ed alle vicende di Arduino, intorno all'anno 1000. Nei secoli successivi fu tutto un via vai di Signori e Signorie: dai conti di Barbania ai signori di Ivrea, per passare ai marchesi di Monferrato.
Nel 1164, Federico Barbarossa conferì Corio ai Marchesi di Monferrato, che provvedono a costruire il castello. Nel 1335, il castello ed il paese sono dei Savoia, che lo rinforzano ma, nel 1359, le truppe di Carlo V riescono ad occupare il paese per reinsediare il solito Marchese di Monferrato. Il Marchese, per non essere cacciato una seconda volta, non esitò ad assoldare una banda di mercenari guidati dal pericoloso e temuto capitano di ventura inglese Giovanni Acuto. Nonostante tutto ciò, nel giro di pochi mesi, Amedeo di Savoia e Galeazzo Visconti ritornarono in possesso di Corio e la restituiscono ai Biandrate. Sul finire del XIV secolo, molti coriesi partecipano alla rivolta dei Turchini, che si oppone allo strapotere del clero e dei nobili, e che finisce repressa nel sangue.

Borgata Trinità

Continua la girandola dei Signori, con periodici passaggi di truppe francesi che mettono a ferro e fuoco queste contrade, come nel 1547 e nel 1629.
Tra il 1629 ed il 1631 arriva anche la peste ed i tantissimi contagiati vengono portati lontano dal paese, dove sono costruite capanne di frasche dette "benè", da cui il probabile nome della borgata Benne di Corio. Solo in un pugno di case il contagio non arriva e da allora quel luogo è chiamato La Calma. Nel 1746, i Savoia abbattono il castello e mezzo secolo più tardi (1798), sulle note della Marsigliese, tornano i francesi guidati da Napoleone.
Alla caduta di Napoleone, 1814, tornano i Savoia e da lì in poi Corio segue le vicende della dinastia sabauda e poi della Repubblica Italiana.

 

 

  

Ponte Picca

Ponte Picca:

Il Ponte Picca, in pietra, costruito nella seconda metà del sec. XIV, è il più suggestivo dei ponti di Corio e la sua semplice e genuina bellezza è sottolineata dalla piccola cappella alla quale conduce, purtroppo in stato di abbandono. Collocato sul Malone, Ponte Picca era antico collegamento con il canavese. Anni fa, il vecchio ponte, un po' per l'impeto delle acque montane, un po' per l'incuria degli uomini, si stava progressivamente sgretolando. Ma gli alpini del gruppo A.N.A. di Corio sentirono il suo silenzioso appello. Dedicandogli seicento ore di lavoro durante i loro giorni di riposo, "ricordando i loro padri e numerose generazioni che tante volte lo hanno utilizzato...", lo hanno ripristinato. Il ponte messo a nuovo è stato inaugurato il 27 agosto 1989, nel 60° anniversario della fondazione del gruppo A.N.A. di Corio. Una lapide ne commemora l'evento.

 

 

Ponte Molino dell'Avvocato

Ponte Molino dell'Avvocato:

Analogo al Ponte Picca, anch'esso unicamente adibito a passaggio pedonale, e costruito in pietra sul Malone probabilmente nel sec. XIV. Venne così denominato perché nella frazione fu costruita la villa dell’avvocato coriese Vigo. È denominato anche “ponte dei pesci vivi”, dal nome di una vecchia trattoria. Un altro nome è “ponte delle fucine” dalla presenza, un tempo, di una fucina ora abbandonata e che conserva all’interno i resti di antichi macchinari. È anche chiamato “ponte di San Giacomo” dal nome della cappella alla sua base.

 

 

 

Cappella della borgata San Bernardo

Chiesetta di Borgata Trinità

 

 

 

 

 

 

 

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