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GTA nelle Valli di Lanzo

Nelle Valli di Lanzo il Sentiero Italia segue quasi fedelmente il tracciato GTA (Grande Traversata delle Alpi) per cui non si è reso necessario ideare nuovi sentieri ed itinerari ...

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Terza tappa: Balme - Pialpetta

Balme (mt. 1.432) - Molette (mt. 1.341) - Caudre (mt. 1.461) - Lago Vasuero (mt. 2.237) - Colle Trione (mt. 2.486) - Laghi di Trione (mt. 2.164) - Pialpetta (mt. 1.069)
Tempo complessivo: 8 h circa. Dislivello salita: 1570 mt. Dislivello discesa: 1140 mt. Difficoltà: E

Escursione lunga, che supera un notevole dislivello sia in salita che in discesa; la fatica è però ben ripagata poichè si attraversano belle borgate nascoste tra fitti boschi e, nella parte alta dell'itinerario, siti selvaggi ed ancora integri caratterizzati da pascoli, laghetti alpini e piccoli insediamenti umani. I panorami sono sempre ampissimi ed estremamente interessanti. Lasciato il posto tappa di Balme si segue la strada asfaltata, in discesa, per poco meno di 3 Km Superato l'abitato di Chialambertetto si perviene a Molette (35 minuti).

La borgata Cornetti di Balme

A valle del piccolo abitato, nei pressi delle ultime case, si trova una grossa costru zione dell'acquedotto municipale di Torino. Sulla sinistra, subito dopo il fabbricato, va imboccato il sentiero che, volgendo quasi subito a destra per superare un ripido costone, conduce in breve alle case di Ciampas (1 h 5 minuti), piccola e graziosa borgata ancora ben conservata. In alto, a sinistra, torreggia la slanciata figura dell'Uja di Mondrone (mt. 2.964) che farà bella mostra di se per tutta la salita. Dalle case volgere a sinistra (nord) e tosto si arriva a Caudrè (mt. 1.461) dopo aver superato un caratteristico passaggio tra due rocce. Interessante la minuscola cappella che si trova nei pressi delle case. Superate le costruzioni il sentiero si inoltra in un fitto bosco di faggi per uscirne quando è necessario superare un ripido crinale attraversato da un ruscello. Percorsa verso destra una piccola radura pas sando tra radi larici si risale un costone guadagnando l'alpeggio di Fregne (mt. 1.588), posto a monte di un bellissimo "terrazzo" pascolivo, panoramicissimo. Andare per un breve tratto verso sinistra per poi risalire una dorsale e, giunti ad un bivio, prender e a destra scendendo in un incassato valloncello dove scorre un rio; risaliti dalla parte opposta va affrontata una serie di ripidi tornanti e brevi rettilinei che consentono di oltrepassare alcuni piccoli alpeggi. Lasciato il grosso alpeggio Vasuero in a lto a sinistra si volge più decisamente verso destra (est) ed in breve viene raggiunto un evidente bivio. Andare a sinistra, in salita, passando poco a monte dell'evidente elevazione denominata Truc d'Armentera (mt. 2.147) e compiendo subito dopo una brusca cu rva verso sinistra (nord); in breve si raggiunge l'Alpe Pian del Lago (mt. 2.225).

Il lago Vasuero

Superate le costruzioni si volge a destra aggirando una piccola asperità e raggiungendo così il Lago Vasuero (mt. 2.237; 3 h 45 minuti). Il sentiero procede verso destra (est) ag girando la riva meridionale dello specchio d'acqua per compiere poi una curva a sinistra (nord - ovest). Successivamente va affrontato un tornante verso destra e subito dopo un breve tratto pianeggiante per iniziare poi a salire con molte risvolte il pietroso pendio che culmina con il Colle del Trione (mt. 2.468; 4 h 30 minuti). Evidentissimo a nord le Levanne ed il Gruppo del Gran Paradiso mentre alle proprie spalle appare l'imponente parete nord dell'Uja di Mondrone con i suoi circa 500 metri di roccia. Las ciata dietro a se una zona ricca di pascoli si entra in un vallone, quello di Trione, che oltre ad essere ricco di pascoli è ricco di storia (era sede di antiche miniere d'oro e d'argento citate in documenti medievali), di leggende e di curiosità della natura.Il sentiero cala evidente in un piccolo vallone pietroso per poi volgere a sinistra giunti nei pressi di una grossa roccia. Dopo un breve tratto pianeggiante si giunge all'estremità superiore di un valloncello roccioso e dirupato. Si percorre in discesa questo selvaggio sito prestando cura ad alcuni passaggi, soprattutto se la roccia è viscida o se si trova ancora della neve. La discesa prosegue rapida passando tra piante di rododendri e mirtilli sino a giungere ad un bel pianoro da cui paiono evidenti i Laghi di Trione ed i vicini alpeggi.

I Laghi del Trione

Si volge a sinistra (est) percorrendo un breve tratto in salita per poi piegare a destra, nuovamente in discesa, e raggiunge i due bei laghetti passando vicino ad un rumoroso rio che scende cristallino tra le pietre. Oltrepassati i laghi si lascia a destra il Gias dei Laghi (mt. 2.164; alla destra delle costruzioni vi è un terzo laghetto). Aggirata sulla sinistra, con marcia pianeggiante, una poco marcata asperità si arriva a quello che può essere considerato un "belveder e" sul Vallone di Trione. Di li si supera un "gradino" del vallone per giungere al Gias di Mezzo (mt. 1.961), situato in una piccola radura, per proseguire attraversando un piccolo rio su un ponte di pietre a secco. Proseguire, con marcia pianeggiante, verso est per riprendere poi a scendere passando tra una folta vegetazione di ontani e vincere cos\'ec un secondo gradino del vallone seguendo le numerose risvolte del sentiero. Si giunge all'Alpe Trione (mt. 1.649; 2 h 5 minuti dal colle) posta al margine di un ampio e verdeggiante pianoro. Il sentiero volge a destra, con marcia quasi pianeggiante, per percorrere il pianoro costellato di grossi massi. Presso la fine del piano, sulla destra, si trova un enorme macigno noto come "Pera Cagna" (Pera Cagni in patois) ment re nella parte opposta del vallone si nota la singolare figura del torrione roccioso denominato Bec Ceresin (notizie particolareggiate nel capitoletto precedente). Si prosegue per addentrarsi in un bosco di bellissimi larici per poi volgere verso destra (est) incominciando così un lungo tratto caratterizzato da numerosi saliscendi che consentono di superare alcuni valloncelli. Attraversato il lariceto (il più grande delle Valli di Lanzo, si estende infatti fin sopra a Forno Alpi Graie) si intravede in basso l' abitato di Pialpetta, meta della tappa, e di fronte si apre il Vallone di Vercellina ove passa l'itinerario della tappa successiva. I faggi sostituiscono gradualmente i larici e si scende più decisamente sino a raggiungere ed attraversare un ponticello sull a Stura. Risalita una breve stradina si raggiunge la carrozzabile nei pressi di un piccolo campo giochi, tra le borgate di Migliere e Pialpetta. Seguire verso sinistra la strada asfaltata per raggiungere in breve Pialpetta e continuare ad attraversare l'abitato fino a che sulla destra poco dopo la piazza del paese, si trova una piccola stradina asfaltata. Imboccarla e proseguire in salita per pochi metri volgendo poi nuovamente a destra quando si trova il Posto Tappa di Pialpetta (3 h 30 minuti dal colle; evidenti indicazioni).

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